Riso rosso e te' verde contro il colesterolo

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Italiani a rischio colesterolo
Tasso molto elevato in Italia di persone con ipercolesterolemia.La cosa più preoccupante è che la maggior parte delle persone colpite, non si sottopone a cure adeguate. Le persone maggiomente colpite sono tra i 37 e 74 anni, ben una persona su quattro (25% italiani).
Molte delle persone affette non seguono nessuna terapia farmacologica e l'allarme è stato lanciato a Roma durantela presentazione di due studi italiani su questo argomento.
Dai dati appare che sono le donne le più colpite:
81% uomini non si cura a dovere
6% uomini non assume i farmaci giusti
14% uomini affrontano il problema in maniera corretta
30% uomini rischio ipercolesterolemia
84% donne non si cura a dovere
5% donne sesso non assume i farmaci giusti
10% donne affrontano il problema in maniera corretta
36% donne rischio ipercolesterolemia
La malattia spesso viene trascurata, ma non è un bene visto che può portare a casi di ictus, angina pectoris e arteriopatia periferica sopratutto su soggetti che hanno avuto un'infarto o che sono cardiopatici.
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Dieta "integrata" con probiotici
ALL’APPARENZA sembrano normali yogurt, dissetanti minidrink, ma osservando l’etichetta ci accorgiamo che buona parte di questi alimenti presenta un “plusvalore” salutistico, con supplementi alimentari vivi di natura microbica o da fitonutrienti, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Siamo di fronte a esempi di “functional food”, ossia di alimenti funzionali, veri e propri concentrati di tecnologia, sviluppo, ricerca e impegno economico, che vedono l’alimentazione sconfinare nella salute e viceversa. Le tipologie di prodotto sono variegate, abbiamo infatti probiotici, prebiotici e via discorrendo, ma di certo possiamo affermare che le multinazionali più importanti (Danone, Nestlè, Unilever, Yakult ecc.) stanno investendo in questo settore e lo stesso dicasi per le aziende italiane (Granarolo con il marchio Yomo, Parmalat ecc.). L’Unilever Food and Health Research Institute ha iniziato a studiare gli steroli vegetali già negli anni ‘80. Presso il solo Danone Research - Centro Daniel Capasso di Palaiseau (Francia), dice Frédéric René, membro del Comitato esecutivo, «lavorano 362 scienziati». All’interno del centro vi sono laboratori con strumentazioni all’avanguardia e una “banca batterica” che custodisce un patrimonio di 3500 differenti ceppi di fermenti lattici. Budget totale stanziato da Danone per le piattaforme di ricerca? Circa 220 milioni di euro nel 2008.Ma quali sono gli effetti dei probiotici? Il più documentato è quello della prevenzione e/o tratta-mento della diarrea da Clostridium difficile (dopo trattamento antibiotico), da Rotavirus (nei bambini), da chemioterapici e della diarrea del viaggiatore. Ma secondo Gérard Denariaz, mi-crobiologo e direttore del settore di ricerca sui probiotici del Centro Capasso, i benefici si allargano anche «al trattamento della sindrome da intestino irritabile, alla prevenzione delle infezioni e a un ruolo potenziale dei probiotici nella lotta alle allergie».
E che dire poi dei functional food arricchiti con i fitosteroli? Secondo la comunità scientifica il controllo del colesterolo passa prima di tutta tramite un approccio non farmacologico, fondato sullo stile di vita e sull’alimentazione. In questo contesto è nato il documento “Controllo non farmacologico dei livelli del colesterolo nel sangue”, presentato al VI Congresso Nazionale della SIPREC - Società Italiana per la Prevenzione Cordiovascolare - e coordinato da Nutrition Foundation of Italy. E’ stato confermato che è possibile contribuire al controllo dei livelli di colesterolo nel sangue, oltre che con un’opportuna attività fisica, anche con interventi di natura dietetica. In particolare, «se i livelli di colesterolo eccedono di poco la soglia di 200 mg/dL (o comunque il valore appropriato per il profilo di rischio di una persona), la riduzione della colesterolemia stessa può essere ottenuta con un’alimentazione adeguata», ha spiegato Andrea Poli, direttore scientifico di NFI. «L’integrazione nella dieta di prodotti che contengono fitosteroli potenzia questo effetto, riducendo il colesterolo totale LDL di un ulteriore 10% senza effetti significativi sulla colesterolemia HDL e sulla trigliceridemia».
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Il colesterolo e l'ipercolesterolemia
Cominciamo dicendo che il tanto odiato colesterolo è una sostanza grassa prodotta dal fegato molto importante per il corretto funzionamento del corpo umano, infatti è un componente delle membrane delle cellule e sintetizza la vitamina D, che regola il calcio nel sangue, ed alcuni ormoni.E’ contenuto principalmente nei cibi ricchi di grassi animali, mentre non è presente nei cereali, nella frutta e nella verdura.
Ma a cosa serve il colesterolo? Se si mette un cucchiaino d’olio in un contenitore con dell’acqua e si agita…cosa succede? L’olio, inizialmente si dividerà in piccole bollicine per poi ritornare una grande bolla. I lipidi che circolano nel nostro sangue, come l’olio, tendono ad aggregarsi, ed il colesterolo fa la parte di quello che glielo impedisce.
Il colesterolo viene trasportato nel sangue per mezzo di lipoproteine, le più importanti sono le cosiddette LDL (colesterolo cattivo) e le HDL (colesterolo buono).
L’ipercolesterolemia è la situazione in cui la somma dei valori delle LDL e HDL sono troppo alti e si può diagnosticare con una semplice analisi del sangue. Questi valori non devono superare i 200 mg/dl. Questa patologia presenta molti rischi in quanto se le LDL sono eccessivamente presenti nel sangue, si depositano sulle pareti dei vasi sanguigni formando delle placche e provocando un’ indurimento degli stessi, ossia l’arteriosclerosi.
Se queste placche si staccano si forma un trombo che può provocare un arresto del flusso del sangue al cervello, causando quindi un ictus, o al cuore, determinando un infarto.
Per prevenire l’ipercolesterolemia è importante effettuare attività fisica, evitare il fumo, ridurre il consumo di l’alcool e grassi saturi.
Il livello di colesterolo LDL aumenta con l’età, specialmente nelle donne. Esistono anche persone geneticamente predisposte all’ipercolesterolemia, che possono sviluppare aterosclerosi e problemi cardiaci sin da giovani.
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Colesterolo, cosa significa e quali sono i suoi effetti sulla salute

Benessere Salute pubblica una guida tematica sul Colestereolo
La guida dettagliata speiga le differenza tra le diverse titpologie di colestorlo come ad esempio:
Colesterolo LDL, Colesterolo HDLe Colesterolo totale.
Per leggere la guida dedicata al colesterolo e alla saluta visita Colesterolo.
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Colesterolo
Ogni giorno leggiamo tanti articoli, vediamo tante pubblicità e le farmacie ci consigliano dei prodotti che hanno come protagonista questo “nemico” dei nostri giorni, costantemente presente nei problemi legati alla dieta e in generale all’alimentazione.
In realtà occorrerebbe essere un po’ precisi e dichiarare apertamente che questa molecola ha un’importanza vitale per il nostro organismo, ma Il Colesterolo appartiene ad una classe di proteine circolanti (cioè facenti parte del torrente circolatorio essendo veicolate da esso) ed è uno dei fattori determinanti nell’insorgere di malattie cardiovascolari quali l’infarto del miocardio e l’ictus.
Per tale motivo occorre che esso venga monitorato accuratamente attraverso degli esami clinici che vengono effettuati grazie ad un prelievo di sangue.
Tra gli accertamenti clinici, quelli ad esso correlati sono il
Colesterolo TOTALE
Colesterolo LDL (costituito da lipoproteine di bassa intensità)
Colesterolo HDL.(costituito da lipoproteine ad alta intensità)
Quali sono le differenze? Il primo, ovvero il colesterolo totale, come dice la parola stessa effettua un dosaggio della percentuale totale della colesterolemia ed in esso si deve pensare che vi sia la presenza, in percentuali diverse, degli altri due.
Il colesterolo LDL è detto anche, in modo poco formale, colesterolo “cattivo” poiché è quello che tende a depositarsi sulla parete interna delle arterie (avendo una grosso affinità con esse) e forma come delle piccole ostruzioni che, se tendono ad accumularsi, possono provocare le patologie sopraccitate.
Il colesterolo HDL, definito volgarmente come colesterolo “buono” è quello che (per spiegarlo in modo semplice) si occupa di ripulire i vasi dal colesterolo cattivo su di essi depositatosi.
In pratica si occupa della rimozione delle potenziali ostruzioni che si vengono a costituire.
Il colesterolo totale, dì per sé, non ha un grande peso diagnostico poiché oggi si considera più attendibile quello che è denominato “L’indice di Rischio” che altro non è che il rapporto tra il colesterolo totale e il colesterolo HDL. Cosa ci dice questo indice? Ci porta a quantificare la possibilità che insorga una patologia cardiovascolare.
Monitorare le tre tipologie di colesterolo è alquanto utile e consigliabile.
Adottare uno stile di vita equilibrato, con una alimentazione sana correlata da una attività fisica regolare, contribuiscono alla normalizzazione del parametro ed al benessere dell’organismo.
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