Frequenza cardiaca: conoscerla diventerà una routine
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel nostro paese circa 4 milioni di persone hanno problemi alle coronarie e fino al 2030 quest'ultime rimarranno il principale problema sanitario nel mondo. Sotto accusa sono gli stili di vita, quindi la scarsa attività fisica, l'abbandono della dieta mediterranea, il fumo di sigaretta.Fino al 3 settembre si svolge a Monaco il Congresso della Società Europea di Cardiologia, la più grande assise medica al mondo che riunisce oltre 35 mila specialisti da tutto il pianeta. In questa occasione è stato presentato uno studio pubblicato sul Lancet che conferma che se la frequenza del battito cardiaco supera i 70 battiti, aumenta il rischio di infarto e di malattie coronariche, sia per le persone sane sia soprattutto per i cardiopatici. Così come se si superano i valori di 140/90 per la pressione arteriosa o i 200 mg di colesterolo. Da oggi, dunque, misurare il polso dovrà diventare routine, soprattutto se si hanno problemi cardiaci. Da Monaco, i cardiologi sono concordi: si deve intervenire su tutti i fattori di rischio: ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridimia e da oggi frequenza cardiaca, che in una persona sana dovrebbe attenersi intorno ai 60 battiti al minuto.
Lo studio, chiamato “Beautiful”, è cominciato nel dicembre del 2004, ed ha coinvolto circa 11.000 pazienti con malattie coronariche in 33 Paesi dei 4 continenti. La ricerca è coordinata dal professore Roberto Ferrari, direttore della clinica cardiologica dell'università di Ferrara, nominato proprio a Monaco presidente della società Europea di Cardiologia, la prima volta di un italiano.
In questi ultimi anni è stata studiata l'efficacia dell'ivrabadina, una molecola studiata appositamente ed esclusivamente per abbassare la frequenza cardiaca e mantenerla sotto i 70 battiti al minuto. Durante lo studio è stato dimostrato che questa molecola, made in Italy, riduce del 36% il rischio di infarto e di ben il 30% il rischio di un intervento alle coronarie in pazienti cardiopatici. Una vera e propria rivoluzione nella lotta alle malattie cardiovascolari.
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Igiene orale: qualche consiglio
Da un inchiesta di Altroconsumo si evince che ormai diamo per scontato dover effettuare annualmente la pulizia dei denti, addirittura i dentisti danno l'appuntamento molto tempo prima. Siamo inoltre spinti dai media ad usare quotidianamente i collutori. Ma sono veramente necessari?La detartrasi, ossia la rimozione del tartaro, è una vera e propria cura che dovrebbe essere effettuata dal dentista solamente in caso di necessità, quindi dopo aver valutato la situazione della nostra bocca durante la visita di controllo. Non dovrebbe trattarsi di un appuntamento fisso, in quanto il tartaro è una patologia che non colpisce tutti allo stesso modo e comunque una corretta igiene orale con spazzolino e dentifricio rimane la prevenzione migliore per impedire la formazione di esso e mantenere un buon sorriso.
A tutt'oggi, non esiste alcuno studio che provi che questa tecnica sia utile per prevenire le patologie parodontali, quindi è consigliabile effettuarla solamente in caso di necessità e non sotto appuntamento preso un anno prima! Oltretutto in media comporta una spesa di circa 80 Euro.
Parliamo ora dei collutori; siamo bombardati quotidianamente dai media che vogliono farceli usare a tutti costi. Prevengono la formazione della placca, della carie, gengiviti e alito cattivo!! Ma è provato? Naturalmente, come nel caso precedente no; sono stati fatti solamente studi di parte, quindi da produttori interessati alla buona riuscita dei loro prodotti. Inoltre avete mai guardato la lista degli ingredienti? Solitamente l'80% di essi sono già presenti nei comuni dentifrici...quindi è inutile!
Il problema dell'alitosi, è sovente dovuto a fattori intestinali o a carie, quindi può essere risolto da un collutorio solo momentaneamente. E' importante in questo caso andare a ricercare la vera causa anziché nasconderla con l'utilizzo di questi prodotti.
A differenza della pulizia dei denti, il collutorio viene prescritto dal dentista solo in situazioni particolari (come per esempio la dentiera) o per curare qualche patologia (ma per periodi brevi).
Per concludere, per avere un sorriso smagliante occorre tenere una corretta igiene orale quotidiana e fare dei controlli annuali dal dentista, niente di più!
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Sclerosi multipla: nuove cure precoci
I neurologi americani hanno chiamato a rassegna i colleghi di ogni parte del mondo per presentare novità e prospettive della loro specialità. Dopo un paio di anni poco effervescenti il congresso di quest’anno che si è tenuto a Chicago ha invece rappresentato una buona fonte di novità nel settore delle malattie più temibili, quelle del sistema nervoso centrale, capaci di determinare un lento ma progressivo declino e di determinare uno scadimento sostanziale della qualità di vita. Ha fatto la parte del leone la sclerosi multipla, come racconta Giancarlo Conti, Ordinario di Neurologia al San Raffaele di Milano: «Sono stati presentati i risultati dello studio PreCISe, che ha valutato l’efficacia di un trattamento precoce con il Glatiramer acetato. Risultati molto incoraggianti: trattare entro tre mesi i pazienti che hanno subito un primo attacco di SM nella forma recidivante-remittente permette di ridurre il rischio di sviluppare la malattia conclamata sino al 44% rispetto al placebo. Inoltre permette di allungare l’intervallo di tempo verso la progressione in patologia di 722 giorni, il 115% in più rispetto al placebo. I risultati sono stati così confortanti che lo studio è stato interrotto per motivi etici, in modo da permettere anche ai soggetti a cui veniva somministrato il placebo di usufruire dei vantaggi del farmaco. Lo studio prevedeva un periodo di osservazione di tre anni su 481 pazienti arruolati in un centinaio di centri in tutto il mondo, tra cui Europa, Stati Uniti, Argentina, Israele, Australia e ha confermato l’importanza di un intervento precoce, ai primissimi segni della malattia».
Poi Comi aggiunge che «il trattamento ha permesso una significativa riduzione del numero di lesioni attive viste con la risonanza magnetica, che come è noto è il più affidabile segno nel monitoraggio della malattia».
Va ricordato che la terapia della SM prevede un approccio diverso per i sintomi acuti e il controllo a lungo termine: nel primo caso vengono impiegati derivati del cortisone che controllano i sintomi e ne accelerano la remissione. Il trattamento a lungo termine invece, mira a ridurre la frequenza delle ricadute e a rallentare la progressione della malattia. A questo scopo vengono utilizzati farmaci cosiddetti “inmmunomodulatori” per ridurre l’intensità con cui il sistema immunitario aggredisce la mielina, provocando le lesioni tipiche.
E non mancano le promesse per un futuro che si annuncia molto vicino: risultati incoraggianti anche per il fingolimod, anche noto con la sigla FTY720, giunto in maniera brillante alla fase 2. «I risultati di questo nuovo trattamento che prevede una somministrazione giornaliera orale», spiega Comi, dimostrano che il 68-73% dei pazienti non ha presentato ricadute dopo 3 anni di trattamento e l’89% è risultato libero da lesioni cerebrali attive». Il dossier sul farmaco sarà presentato alle autorità negli Stati Uniti e in Europa prima della fine del 2009. La molecola appartiene ad una nuova classe di farmaci capace di ridurre il numero di linfociti che raggiungono il cervello causando il danno che determina a cascata tutti i sintomi della SM.
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Prezzi alle stelle: la dieta cambia
Più che una diminuzione è un tracollo. Calano drasticamente i consumi di alcuni generi alimentari, colpiti dall'aumento dei prezzi. Ma la cosa più preoccupante è che sei famiglie su dieci modificano la propria dieta, abbandonando quella mediterranea, che protegge da patologie cardiovascolari e obesità. Oggi, però, una dieta ricca di cereali, come pasta, pane, riso, pizza, legumi e tanta frutta verdura costa troppo. E le abitudini degli italiani a tavola cambiano. A cominciare proprio dal consumo di pane e pasta che, nei primi tre mesi dell'anno, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, è ulteriormente calato del 3,5 e del 1,8 % rispetto allo stesso periodo del 2007. Tendenza opposta invece per i prezzi, cresciuti del 18,6 % per la pasta e del 13,1 per il pane, sempre rispetto al primo trimestre 2007. Ma non va meglio neppure per frutta e verdura, scese come consumi del 2,5 e del 4,2 per cento in un anno. Ma se escono dal paniere degli italiani cereali, frutta e verdura, che cosa entra al loro posto? Perché non va bene neanche per la carne bovina (-3.8%), la suina (-1,1%), o i formaggi (-0,5%). E allora vediamo i prodotti che entrano. Al primo posto le proteine dal prezzo contenuto, come la carne di pollo (con un +3,8% nel 2007), ma anche uova (+4,2), poi yogurt (+4%), latte fresco (+0,5%) e olio extravergine (+1,6%), mentre scende l'olio di semi (-5,6%).
Da un punto di vista nutrizionale la tendenza non è buona. "Cereali, frutta e verdura sono i primi due scalini della piramide alimentare", precisa Elisabetta Bernardi, nutrizionista alla Sapienza di Roma, "e dovrebbero fornire la maggior parte delle energie e dei nutrienti della giornata. E' sbagliato e pericoloso sostituirli con le proteine, anche perché una dieta con troppe proteine favorisce una maggior escrezione di calcio dalle ossa, che dunque si indeboliscono, peggiora le patologie renali e rende cattivo l'alito".
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Se l'unica terapia è cambiare il fegato?
Si è tenuto a Cortina, dal 3 al 5 luglio, il convegno europea della società European Liveranzi IntestineTransplantAssociaftonELITA.E così, fino al 10% delle persone in lista d’attesa muore ogni anno.
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Una cura contro i rischi di morte da stress
Pochi eventi sono più tragici della morte improvvisa di un bambino o di un adolescente mentre sta correndo o giocando a pallone con gli amici o per uno stress.Una delle più importanti cause di queste tragedie è una malattia cardiaca di origine genetica chiamata Tachicardia Ventricolare Polimorfa Catecola minergica o CPVIT.
In quelli che continuano ad avere aritmie che producono sincopi o arresto cardiaco l’approccio corrente è quello di mettere un defibrillatore automatico impiantabile (ICD). Purtroppo, nonostante la loro efficacia, nella maggioranza dei casi gli ICD sono associati, specialmente nei giovani, a un alto nurneni di complicazioni con devastanti effetti psicologici.
Infatti, ogni volta che questi ragazzi si sottopongono a qualche modesto sforzo fisico, possono iniziare le aritmie che fanno scattare gli shock del defibrillatore.
Il dolore prodotto dagli shoclc (simile a un caldo di cavallo) e la paura fanno ripartire le aritmie
che indurranno nuovi shock, dando vita così a un terribile circolo vizioso.
La speranza di un importante miglioramento della qualità di vita di questi giovani pazienti arriva
da uno studio italo olandese pubblicato sul New England Journal of Medicine coordinato da Peter
J. Schwartr, direttore della Cattedra di Cardiologia dell’università di Pavia e dell’UnitàCoronarica del Policlinico S. Matteo.
I dati riguardano tre pazienti con gravi forme di CPVT resistenti alla terapia farmacologia e che in uno hanno richiesto l’impianto di lCD.
In tutti questi pazienti è stato eseguito un delicato ma breve (30 minuti) intervento proposto da Schwartz, consistente nel taglio dei più importanti nervi simpatici che sotto stress rilasciano
noradrenalina nel cuore scatenando così le aritmie che possono essere fatali.
Le basi razionali per questo intervento sono state poste dagli esperimenti fatti da Schwartz negli anni ‘7o-‘8o. Dal momento dell’intervento nessuno dei tre pazienti ha più avuto aritmie.
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Cremona: Analisi molecolari per cure ok
E' nato il 10 ottobre 2007 e ha già erogato più di 350 prestazioni di massimo profilo tecnologico, per mirare sul singolo paziente la terapia antitumorale più adatta. La cosiddetta target therapy, cioè il trattamento diretto sul bersaglio, può essere realtà quotidiana da sette mesi, grazie al neonato Centro di medicina molecolare a indirizzo oncologico degli Istituti Ospitalieri di Cremona."Siamo per ora l’unica struttura italiana a fornire, a totale carico del Servizio sanitario nazionale (vale a dire, con l’impegnativa del medico di famiglia), il panel completo di analisi molecolari messe a punto fino a oggi nel mondo. Quelle che permettono di capire se e quale cura potrà essere efficace in quel determinato tipo di tumore e che, in questo modo, puntano a minimizzarne gli effetti collaterali" afferma Daniele Generali, direttore dei Centro. Insomma, si va oltre la semplice diagnosi di "carcinoma mammario", oppure di "tumore polmonare", per arrivare alla diagnosi molecolare, che identifica vari sottogruppi, in base alle caratteristiche delle cellule e saggia la riposta alle terapie. Tra le neoplasie per le quali la diagnosi molecolare è fattibile ci sono i tumori mammari, uterini, del colon retto, polmonari, i mesoteliomi, o forme rare come i GIST stromali (tumori dell’apparato gastrointestinale). Viene dalla medicina molecolare applicata all’oncologia, per esempio, la caratterizzazione dei tumori mammari HER-2 positivi, sui quali agisce selettivamente l’anticorpo monoclonale trazumab. Ed è individuando bersagli molecolari specifici che si può sapere se un malato risponderà in modo soddisfacente a farmaci di ultima generazione, oppure a farmaci già collaudati.
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I chili di troppo non sono "tutto"
In un momento storico in cui gli esperti sottolineano tutti i giorni il tasso crescente di obesità dell'Occidente bulimico e i rischi a questo collegati esce un rapporto in controtendenza secondo il quale, in buona sostanza, il peso non è tutto per stabilire il livello di benessere. E che anzi, esistono altri indicatori molto importanti.Etichette: Benessere salute
Check-up oculare in ricetta
Più che una nuova ricetta per gli occhiali un vero e proprio check-up dell’occhio: tra le novità del 6° Congresso Internazionale della SOI, Società Oflalmologica Italiana, appena conduso a Napoli, c’è questa basilare risposta alla crescente esigenza collettiva di salute, ma anche di benessere della vista. La nuova formulazione della prescrizione oculistica si pone come primo mezzo di comunicazione, il più diretto possibile, per informare-formare gli stessi pazienti alla prevenzione. Un modo per diventare più consapevoli di ciò che è possibile scegliere, caso per caso. Un grande lavoro di sintesi, dopo 70 anni, realizzato mettendo a punto i parametri supplementari per personalizzare la ricetta aggiungendo informazioni finora assenti: dai criteri in centimetri per la visione per vicino/per lontano/ intermedia o al computer, ai filtri, alle patologie e le indicazioni di utilizzo (sport, lavoro..) e perfino una data di scadenza della prescrizione. Si adegua così la modalità di prescrizione che diventa come una scheda tenuta al passo con l’evoluzione scientifica.Etichette: patologie
Epatite B: cure simili a quelle dell'Aids
«Importanti conferme sul fronte delle terapie dell’epatite B dal 43esimo Congresso dell’EASL», afferma Massimo Colombo, gastroenterologo dell’Università di Milano. «Sono stati presentati, infatti, diversi studi che dimostrano l’efficacia e la sicurezza di alcuni farmaci antivirali da utilizzare in terapie a lungo termine. Composti già noti, ma che confermano le loro potenzialità». L’attenzione si è concentrata in particolare su due molecole. Il tenofovir, attualmente indicato in associazione con altri antiretrovirali nel trattamento dell’infezione da Hiv negli adulti, ha dimostrato la sua efficacia nel combattere anche l’HVB in pazienti cronici a cui è stato somministrato per 72 settimane. Il marzo scorso lo studio è stato presentato al Comitato per i medicinali ad uso umano dell’Emea che ha espresso parere favorevole affinché l’utilizzo del farmaco venga esteso anche ai pazienti con epatite B. Novità importanti anche per entecavir, l’antivirale disponibile in Italia da oltre un anno. Uno studio dimostra l'efficacia del farmaco anche dopo 5 anni di terapia: entecavir ha un bassissimo rischio di sviluppare resistenza. Il limite dei farmaci antivirali, infatti, è quello di diventare inefficaci, poiché l’HVB ha una capacità di mutare 10 volte superiore a quella di altri virus simili. Ma per sfuggire a questo farmaco il virus deve avere almeno tre mutazioni successive, evento raro.Etichette: Benessere salute
Linguaggio della pelle
La pelle è il primo strumento di comunicazione dell’essere umano, oltre che il più efficiente mezzo di protezione. Essa rappresenta il tramite nella comunicazione con l’ambiente circostante ed è la principale difesa contro gli innumerevoli attacchi alla incolumità personale che provengono dall’esterno. E’ il primo organo a formarsi ed è anche il più “sensibile”. Basti pensa- re che la superficie della pelle possiede un numero enorme di recettori sensoriali che ricevono gli stimoli di caldo, freddo, tatto, dolore. Si ritiene che ogni centimetro quadrato ne contenga circa 5000. Il numero di fibre sensoriali che partono dalla pelle, entrando nel midollo spinale attraverso i corni posteriori, è superiore al mezzo milione. La pelle è un veicolo di comunicazione tanto efficiente che riflette non soltanto lo stato della nostra salute fisica e mentale, ma addirittura contribuisce a determinarla. Maltrattare l’epidermide provoca sofferenza. Nei primi giorni di vita di un bambino non accarezzare la pelle, o accarezzarla in modo inadeguato, ne impedisce il sano sviluppo fisico e comportamentale con conseguenze più o meno gravi che permarranno anche nell’età adulta. La medicina psicosomatica ha dimostrato la straordinaria sensibilità con cui la pelle reagisce ai disturbi nervosi a livello centrale. Quanto succede nella mente può rivelarsi in svariati modi sulla cute: pensieri angoscianti possono manifestarsi ad esempio attraverso l’orticaria. Anche la psoriasi e molte altre affezioni cutanee possano avere origini psicologiche. L’effetto dell’esperienza tattile sullo sviluppo comportamentale dell’uomo è rilevante. Il tatto è “il senso” del corpo intero. Ma il senso non è soltanto la facoltà, localizzata nei polpastrelli delle dita, di percepire le forme, quanto la sensibilità - quasi il linguaggio - della pelle. L’importanza della funzione recettiva e comunicativa della pelle è evidenziata anche da molte espressioni del linguaggio comune. Si dice di “fregare” il prossimo in modo scorretto e di “lisciarlo” in senso giusto e si parta di entrare in “contatto” con gli altri. Alcune persone devono essere “maneggiate con cura” (“trattate coni guanti”), altre hanno la “pelle dura”, qualcuno ha il “tocco leggero” e qualcun altro può essere “toccato” facilmente, cioè apparire ipersensibile o facile preda dell’ira. C’è chi ha “i nervi a fior di pelle” e ci sono verità che possono essere “toccate con mano”. Un’esperienza profondamente sentita viene definita “toccante” e di certe persone diciamo che sono “piene di tatto” o che “mancano di tatto”.Etichette: dermatologia
Fungo della segale, oggi prezioso in medicina
La Claviceps purpurea è quel fungo parassita che vive sulla segale cereale, soprattutto sui piccoli fiori delle spighe giovani e che a contatto dell’ovario della pianta forma delle ife (filamenti che formano il corpo vegetativo dei funghi) filamentose che penetrano le pareti dell’organo. Il tessuto dell’ovario viene distrutto dal fungo e dà vita ad una struttura, lo sclerozio, a forma di un piccolo corno arcuato e appuntito dal sapore acre e dal cattivo odore, che ingloba il fungo parassita. Questo fungo trasforma il chicco della segale in quella che viene chiamata segale cornuta o grano sprone. Lo sclerozio che ha una forma simile a piccolo sperone o a un piccolo corno (ergot, in francese) ha determinato sia il nome del fungo sia i prefissi che individuano le numerose sostanze alcaloidee in esso contenute. Tra le malattie che colpivano le popolazioni del Medioevo accanto alla peste e alla lebbra vi era il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (l’Herpes zooster) che si manifestava con occlusioni a livello vascolare, terribile bruciore agli arti che andavano incontro a gangrena, aborti nelle donne, allucinazioni, disturbi della vista e della mente. Vere e proprie epidemie si susseguirono nel corso dei secoli dovute all’ingestione di segale cereale contaminata dal fungo parassita. Per assistere gli ammalati nacque in Francia la congregazione ospedaliera degli Antonini e la malattia venne detta“fuoco di Sant’Antonio” perché gli ammalati che si recavano in pellegrinaggio nei Santuari dedicati al Santo provano sollievo; e questo è da porsi in relazione al fatto che i pellegrini venivano sfamati con del pane fatto con farina non contaminata dal fungo. Da queste storie tragiche la scienza capì che molte di queste sostanze alcaloidi potevano essere utilizzabili in terapia. Nello sclerozio del grano sprone, sono stati isolati oltre 5o alcaloidi dei quali se ne riconoscono tre gruppi principali, dell’ergotamina, ergotossina, ergometrina. Nell’ergot è anche contenuto l’acido lisergico, da cui il grande chimico Albert Hoftnann, recentemente scomparso, nell’intento di scoprire nuove sostanze farmacologiche utilizzabili in terapia fece derivare, nel 1938, l' LSD. A tutt’oggi l’ergotamina rappresenta un importante farmaco, grazie alla sua capacità di agire come vasocostrittore sulle arterie del cranio, nel trattamento dell’emicrania. L’ergometrina (ergonovina) che stimola la muscolatura uterina viene utilizzata (i farmaci da essa derivati) per arrestare le emorragie uterine, in quelle post-partum, nelle metrorragie, menorragie. Oggi le intossicazioni dovute alla sua ingestione sono del tutto eccezionali mentre sono stati creati campi di segale da infettare artificialmente per ottenere sclerozi da cui estrarre i preziosi alcaloidi.Etichette: Benessere salute
Dieta "integrata" con probiotici
ALL’APPARENZA sembrano normali yogurt, dissetanti minidrink, ma osservando l’etichetta ci accorgiamo che buona parte di questi alimenti presenta un “plusvalore” salutistico, con supplementi alimentari vivi di natura microbica o da fitonutrienti, che aiutano a ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Siamo di fronte a esempi di “functional food”, ossia di alimenti funzionali, veri e propri concentrati di tecnologia, sviluppo, ricerca e impegno economico, che vedono l’alimentazione sconfinare nella salute e viceversa. Le tipologie di prodotto sono variegate, abbiamo infatti probiotici, prebiotici e via discorrendo, ma di certo possiamo affermare che le multinazionali più importanti (Danone, Nestlè, Unilever, Yakult ecc.) stanno investendo in questo settore e lo stesso dicasi per le aziende italiane (Granarolo con il marchio Yomo, Parmalat ecc.). L’Unilever Food and Health Research Institute ha iniziato a studiare gli steroli vegetali già negli anni ‘80. Presso il solo Danone Research - Centro Daniel Capasso di Palaiseau (Francia), dice Frédéric René, membro del Comitato esecutivo, «lavorano 362 scienziati». All’interno del centro vi sono laboratori con strumentazioni all’avanguardia e una “banca batterica” che custodisce un patrimonio di 3500 differenti ceppi di fermenti lattici. Budget totale stanziato da Danone per le piattaforme di ricerca? Circa 220 milioni di euro nel 2008.Ma quali sono gli effetti dei probiotici? Il più documentato è quello della prevenzione e/o tratta-mento della diarrea da Clostridium difficile (dopo trattamento antibiotico), da Rotavirus (nei bambini), da chemioterapici e della diarrea del viaggiatore. Ma secondo Gérard Denariaz, mi-crobiologo e direttore del settore di ricerca sui probiotici del Centro Capasso, i benefici si allargano anche «al trattamento della sindrome da intestino irritabile, alla prevenzione delle infezioni e a un ruolo potenziale dei probiotici nella lotta alle allergie».
E che dire poi dei functional food arricchiti con i fitosteroli? Secondo la comunità scientifica il controllo del colesterolo passa prima di tutta tramite un approccio non farmacologico, fondato sullo stile di vita e sull’alimentazione. In questo contesto è nato il documento “Controllo non farmacologico dei livelli del colesterolo nel sangue”, presentato al VI Congresso Nazionale della SIPREC - Società Italiana per la Prevenzione Cordiovascolare - e coordinato da Nutrition Foundation of Italy. E’ stato confermato che è possibile contribuire al controllo dei livelli di colesterolo nel sangue, oltre che con un’opportuna attività fisica, anche con interventi di natura dietetica. In particolare, «se i livelli di colesterolo eccedono di poco la soglia di 200 mg/dL (o comunque il valore appropriato per il profilo di rischio di una persona), la riduzione della colesterolemia stessa può essere ottenuta con un’alimentazione adeguata», ha spiegato Andrea Poli, direttore scientifico di NFI. «L’integrazione nella dieta di prodotti che contengono fitosteroli potenzia questo effetto, riducendo il colesterolo totale LDL di un ulteriore 10% senza effetti significativi sulla colesterolemia HDL e sulla trigliceridemia».
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Incontinenza urinaria, le terapie possibili
L’incontinenza urinaria genera ansia, depressione e isolamento,soprattutto per il timore di non riuscire a controllare la vescica, incide pesantemente sulla qualità della vita, limita i rapporti sociali e altera la sessualità.Nonostante tutto rimane una patologia nascosta.
E’ questo l’allarme lanciato recentemente dalla Federazione Italiana delle Società Urologiche (FISU).
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E ora il bypass batte il bendaggio
Il bypass gastrico batte il bendaggio dello stomaco, l’intervento fino ad oggi più utilizzato almeno in Europa per combattere l’obesità. L’intervento è reversibile ed indicato per i pazienti diabetici con obesità grave o molto grave, in pratica quando l'indice di massa corporea (BMI) è superiore a 35. Gli effetti immediati del bypass sono il calo ponderale pari al 7O-80% del peso originale che si verifica entro il primo anno, la sensazione di sazietà, il senso di rifiuto dei dolci; a lungo termine i successi più evidenti consistono nel mantenimento della riduzione del peso e nella riduzione dei valori glicemici. Dopo l’intervento il paziente è sottoposto alla rieducazione nutrizionale per il mantenimento di una dieta bilanciata e controlli ogni 2 mesi e poi annuali.
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La diagnosi del futuro per i tumori
Nella lunga battaglia contro i tumori, scienza e tecnologia segnano sempre nuovi progressi. Il futuro prossimo è nei centri di ricerca, come quello della Philips, che recentemente a Eindhoven ha presentato alcuni suoi progetti. I “lavori in cantiere” vanno verso una sempre più precoce individuazione del tumore e nella cura sempre più “ritagliata” sulle necessità di ogni singolo paziente. È il futuro della lotta contro alcuni tra i più comuni tumori: polmone, prostata, colon e seno. Una delle innovazioni presentate all’incontro olandese (ma per vederle operative occorrerà aspettare ancora qualche anno) rende sempre più precise le biopsie prostatiche.Questa tecnica, sviluppata dalla ricerca Philips con il National Institutes of Health Clinical Center statunitense, unisce risonanza magnetica e ultrasuoni. Durante la biopsia le immagini in tempo reale degli ultrasuoni vengono “unite” a quelle della precedente risonanza magnetica tridimensionale. Così i medici possono vedere contemporaneamente l’ago della biopsia e l’eventuale tumore. Il sistema si basa su una speciale tecnologia (detta “electromagnetic tracking”), che funziona come una sorta di personale GPS all’interno del corpo. Sull’ago della biopsia un particolare dispositivo genera un piccolo campo elettromagnetico che “guida” l’ago verso la giusta porzione di tessuto da asportare.
Al centro di ricerca sono state presentate anche ricerche su nuovi biomarcatori del tumore prostatico, un software in grado di migliorare la rapidità nella diagnosi di un tumore, e quindi riuscire a curarlo più rapidamente. Inoltre, un sistema computerizzato che aiuta lo specialista a impostare rapidamente una terapia sempre più mirata, e tecnologie sempre più avanzate per migliorare le immagini della PET nei casi di tumore al polmone.
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Prevenzione diabete: cibo e sedentarietà nel mirino
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Terapie che aiutano a ritrovare il desiderio
Sono sempre più frequenti le richieste al medico di intervenire per risolvere problemi di natura sessuale, da parte di pazienti di sesso sia maschile sia femminile. Il paradosso è che da una parte assistiamo a una iperstimolazione erotica attraverso riviste, cinema e televisione, e dall’altra aumentano i disturbi correlati alla mancanza di desiderio o ad avversione sessuale, impotenza, assenza di orgasmo, eiaculazione precoce, vaginismo...Caladium è un rimedio utile in caso di impotenza e mancanza di erezione pur in presenza di un forte desiderio sessuale. L’erezione è presente nel sonno, ma scompare al risueglio, oppure si manifesta in assenza di desiderio. Se si riesce ad avere rapporti, immediatamente dopo si manista una forte astenia sia fisica sia mentale. Conium maculatum invece è collegato alla soppressione del desiderio sessuale, come si verifica in caso di vedovanza o di amori non ricambiati.
Un rimedio poco conosciuto ma adatto in questo tipo di disturbi, se sono inseriti in un quadro di grande agitazione è Yohimbinum. Infine, Graphites sembra indicata quando i problemi sessuali riflettono una condizione di depressione con insicurezza, timidezza, apprensione per i minimi cambiamenti nella routine quotidiana.
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Isterectomia: quell'operazione evitabile
Ben 70 mila ogni anno, in Italia, le isterectomie (asportazioni dell’utero), in gran parte per risolvere flussi mestruali troppo abbondanti. Il dato non ha riscontri in nessun altro paese dell’Europa occidentale ed è invece un costo, personale e sociale, evitabile in più del 60 per cento dei casi. Anche qui, come per i parti cesarei (record tutto italiano), affiorano dubbi, anche legati a questioni economiche. "Occorrono informazione corretta per le donne e aggiornamento per i medici, a iniziare da quelli di famiglia" incoraggia Giampietro Gubbini, ginecologo bolognese, responsabile del progetto salva-utero MeStop (www.mestop.com). "L’isterectomia dev’essere l’eccezione, decisa a ragion veduta, dopo visita generale e ginecologica accurate, esame del sangue per valutare l’eventuale anemia, ecografia e colloquio, per capire quale sia il vissuto del disagio personale". L’approccio risolutivo, infatti, deve essere per lo più riservato a un trattamento medico, o alla chirurgia conservativa. "Le due fasce d’età più esposte a mestruazioni spossanti, per durata e quantità, sono l’adolescenza (soprattutto nel primo anno mestruale) e il decennio 40-50" spiega Alessandra Graziottin, direttore del centro “San Raffaele-Resnati” di Milano. "In gioco ci sono gli ormoni femminili, in assestamento nelle giovani, in progressiva alterazione nelle adulte. Nelle prime, la pillola contraccettiva (scelta a misura di singola adolescente) riassesta presto la situazione. Nelle seconde, soprattutto se hanno già avuto un figlio, è più adatto un approccio locale, con un dispositivo intrauterino (lus), che rilascia il progestinico levonorgestrel: 20 microgrammi al giorno per cinque anni". Questa dose, che non ha ripercussioni su altri organi, ha anche effetto contraccettivo (reversibile appena si toglie lo lus) e di protezione dell’endometrio. Il costo? Meno di 3,5 euro al mese, ma a carico delle pazienti.Etichette: ginecologia
Emicrania e anoressia, stessa origine?
La disfunzione delle medesime aree cerebrali alla base del legame tra i disturbi del comportamento alimentare e gli attacchi dì emicrania. E l’affascinante ipotesi, presentata al III Congresso Nazionale ANJ.RCEF. (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) “Le Comorbiità e la Farmacoresistenza nelle Cefalee. Attualità e prospettive” che si è tenuto recentemente a Taormina, Due studi dimostrerebbero una comorbilità nascosta tra le due patologie. Nelle donne anoressiche e bulimiche la percentuale di emicraniche è significativamente più elevata rispetto allapopolazione normale; il 75-83,5% delle anoressiche e bulimiche soffre anche di emicrania, contro il 12,5% delle coetanee che non hanno problemi con il cibo. Inoltre nella maggior parte dei casi (68,1%) i primi sintomi del disturbo alimentare coincidono con i primi attacchi di emicrania o addirittura li precedono. Questi dati, emersi a Taormina, sono stati presentati in occasione del X congresso dell’Ansisa (Associazione nazionale specialisti in scienze dell’alimentazione), che si è appena concluso a Vicenza. Roberto Ostuzzi, presidente Ansisa, ha infàtti collaborato con Giovanni D’Andrea, presidente Anircef, nella realizzazione della ricerca.«Il secondo studio invece ha valutato il profilo biochimico, scoprendo simili disordini nelle due categorie. L’ipotesi che l’emicrania possa favorire l’insorgenza dei disturbi alimentari è confortata anche dai riscontro in entrambe le patologie di una disfunzione delle stesse aree cerebrali: ipotalamo, corteccia limbica e amigdala», spiega D’Andrea, «Proprio in queste zone si concentrano infatti particolari recettori denominati “tars” (trace amine receptors), ai quali si legano le cosiddette amine elusive, così chiamate perché erano sempre sfuggite a ogni indagine di laboratorio. Dosando queste sostanze e le catecolamine nel plasma e nelle piastrine, abbiamo registrato concentrazioni alterate rispetto a chi non soffre delle due patologie». Dallo studio, infatti, emerge che la dopamina è aumentata nelle emicraniche e moltissimo in chi soffre di disturbi alimentari. Parimenti accade per la tiramiria, mentre la noradrenalina diminuisce per entrambe.
«Un discorso diverso invece va fatto per l’octopamina, che si innalza in chi soffre di emicrania, ed ha concentrazioni normali nelle anoressiche mentre è bassa nelle buliniiche» analizza l’esperto, «Questa sostanza, oltre ad essere un neuromodulatore, è anche importante per il metabolismo dei lipidi: quando la sua concentrazione diminuisce, au~ menta la massa grassa del soggetto», chiarisce D’Andrea.
Alla base dell’emicrania quindi vi sarebbe un disordine omeostatico delle sinapsi nervose, cioè del giusto equilibrio tra neurotrasmettitori e neuromodulatori, che nel soggetto normale permettono la corretta trasmissione delle informazioni, «Questa distorsione a livello sinaptico è ancor più accentuata nei centri nervosi delle persone che soffrono di anoressia o bulimia», conclude D’Andrea, «quindi, secondo la nostra ipotesi, i disturbi alimentari dipenderebbero dall’anomala attivazione di questi circuiti».
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Per chi vuole recarsi in Cina
I viaggiatori che si recano in particolari aree della Cina sono a rischio di contrarre infezioni.Di seguito sono riportate le principali malattie trasmissibili in questo paese.
Prevenzione raccomandata nelle aree a rischio: prevenzione delle punture di insetto più chemioprofilassi con clorochina. Nell'Hainan e nello Yunnan: prevenzione delle punture di insetto più meflochina o doxiciclina o atovaquone/proguanil (prendere un farmaco per il quale non sia riportata resistenza nelle specifiche aree visitate).
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Tsunami diabete
San Francisco: hanno paragonata allo “tsunami” l’epidemia di diabete tipo2 che, come l’onda d’acqua scatenata dai movimenti tellurici del fondo marino, travolge ovunque ìntere popolazioni inermi di fronte all’ascesa inesorabile dei livelli di glucosio nel sangue. La fotografia scattata dagli esperti a San Francisco, sede del 68° congresso della Società americana di diabetologia (Ada), è inequivocabile: 246 milioni di malati in tutto il mondo (il 7,1 per cento della popolazione adulta), destinati a diventare 380 entro il 2025 (l’Europa con 53 milioni).
Le cause? Tantissime, da sembrare infinite. Le ultime due svelate dalla ricerca riguardano la produzione di insulina da parte del pancreas e i disturbi respiratori durante il sonno. Nel primo caso si è osservato in modelli animali come un difetto delle beta-cellule pancreatiche sia responsabile della produzione di una forma alterata di insulina, incapace di tenere sotto controllo i livelli ematici di glucosio. «L’aumento esagerato dei livelli circolatori di ormone modificato è, insieme all’insulinoresistenza, uno degli indici precoci di diabete mellito» spiega Rohit Kulkarni, capo ricercatore al Centro diabete Joslin dell’Università di Harvard. «E possibile che sia proprio la resistenza all’insulina a provocare la sintesi di ormone anomalo, ma non è detto che quest’ultimo non rappresenti la causa diretta o indiretta del cosiddetto “stress del reticolo endoplasmatico” (una struttura membranosa prossima al nucleo della cellula contenente enzimi che catalizzano diverse reazioni biochimiche) delle beta-cellule in grado di bloccare il rilascio di insulina regolare».
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Previsioni ipertensione: nel 2025...
In programma, per il 28 settembre 2008, la Giornata Mondiale del Cuore.L'attenzione di questo argomento è data proprio all'ipertensione, studi statistici dicono che nel 2025 un adulto su tre sarà iperteso.
In pratica è in crescita l'ipertensione arteriosa, anche nei ragazzi, e proprio questa patologia è tra i principali fattori di rischio ictus e infarto. Le patologie cardio-vascolari sono, troppo spesso, sottovalutate mentre causano mortalità mondiale ai livelli di AIDS, diabete e tumori.
Le abitudini scorrette di vita quitidiana sono sempre più spesso la causa di questa patologia, non meno incidente è la familiarità di malattie cardiache.
La prevenzione è come sempre un tema importante, ancor più in questo argomento.
Diversi paesi al mondo aderiscono a questa iniziativa, dove saranno organizzati eventi tematici, con svolgimento di:
- gare sportive
- fitness
- dibattiti
- spettacoli
- concerti
- forum
Le regole fondamentali sono, e saranno sempre, quelle dell'esercizio fisico quotidiano e alimentazione equilibrata.
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Settembre, il mese della prevenzione intima
Infasil per te è un'iniziativa che parte dal 15 settembre fino al 15 novembre.Per il mese della prevenzione è attivo il numero verde 800-950050 - dalle ore 09 alle ore 16, dal lunedì al venerdì - per poter prenotare una visita ginecologica gratuita, presso uno studio di ginecologia iscritto a AOGOI [Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani] più vicino a casa tua.
Questi centri medici sono disposti su tutto il territorio nazionale, il servizio offre a donne e adolescenti la giusta protezione nella sfera intima.
La visita ginecologica gratuita è una delle richieste più frequenti nel nostro paese, decine di migliaia sono state le telefonate rivolte a questo servizio, e quest'anno si pensa possano aumentare. Una stima dell'associazione AOGOI dichiara che quasi il 30% delle donne sopra ai 40 anni, che si rivolge a questo servizio gratuito, non ha mai effettuato una visita specialistica ginecologica.
Oltre al numero verde per prenotazioni, la campagna Infasil per te offre un servizio online di consulenza gratuita - e in forma anonima - sul sito www.infasil.it
Molti i quesiti formulati e ricca la raccolta di domande/risposte già presenti nel portale:
- igiene intima
- menopausa
- fasi ormonali
- maternità
- intimità
- dermatologia
Per ulteriori e approfondite informazioni potrete visitare il sito www.infasil.it
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