Wednesday, April 23, 2008
Sesso e gravidanza risposta alle domande più frequenti

In questa guida su gravidanza utili informazioni su come comportarsi nel periodi di gravidanza della donna.
La gravidanza non rappresenta quasi mai un ostacolo per il sesso, ciò nonostante bisogna non dimenticare che nell’arco dei nove mesi del concepimento le dinamiche del rapporto di coppia possono modificarsi fino a provocare un'interruzione della comunicazione erotica che finisce di solito per creare intoppi e difficoltà anche alla comunicazione in senso più generale.
La separazione della funzione riproduttiva della sessualità da quella del piacere, della comunicazione e del gioco fa sì che dopo che si è a conoscenza della gravidanza la sessualità si interrompa per molto tempo...
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Termoregolazione e il nostro corpo umano

L'organismo, per difendersi dal freddo, mette in alto due tipi di meccanismi: uno locale ed uno generale.
La reazione generale è data da modificazioni metaboliche che portano ad un aumento della produzione di calore per compensarne la perdita; la reazione locale è costituita da modificazioni vasomotorie.
La vasocostrizione cutanea è un efficace meccanismo di conservazione del calore corporeo...
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Tumore al seno e ricostruzione mammaria
Dalla guida pubblicata 2Tumore al seno":
Le moderne tecniche diagnostiche e le campagne di prevenzione hanno portato ad un cambio radicale dell’evoluzione di patologia oncologica mammaria. La mammografia di screening, effettuata sulla popolazione femminile a partire dai 40 anni, in effetti ha prodotto un significativo aumento della sopravvivenza al tumore mammario a discapito però, di un maggior aumento di interventi chirurgici per la cura dei tumori iniziali...
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Tuesday, April 8, 2008
La menopausa fa aumentare il colesterolo
Perdendo gli ormoni delle ovaie nella menopausa c'e' un progressivo aumento del colesterolo totale.
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Monday, April 7, 2008
Diabete: in Italia 1 bimbo su 4 è a rischio
Diabete: in Italia 1 bimbo su 4 è obeso ed è a rischio malattia
In Italia nel 1980 era obeso 1 bambino su 10, oggi, invece, i chili di troppo riguardano 1 su 4 e in alcune regioni addirittura 1 su 3.
Dato allarmante dal momento che la maggior parte di questi piccoli obesi è a rischio diabete e soprattutto in presenza di fattori predisponenti come la familiarità e uno stile di vita scorretto.
A lanciare l'allarme è il presidente della Società italiana di diabetologia (Sid) Riccardo Vigneri: "per combattere il diabete l'arma più efficace è la prevenzione, che deve riguardare in primo luogo proprio i bimbi". "Per contrastare la patologia - spiega - non bastano accorgimenti soltanto medici. Servono pure quelli, per così dire, sociali. Per esempio - precisa - sarebbe il caso di dotare le nostre città di spazi dove poter passeggiare in sicurezza. L'attività fisica è infatti la miglior medicina per combattere il sovrappeso e l'obesità, fattori scatenanti del diabete. Oggi, purtroppo, questi spazi sono sempre più ridotti e non tutti hanno la possibilità di iscrivere i propri figli in palestra".
L'attenzione a corretti stili di vita è stata sottolineata anche dal vicepresidente mondiale dell'International Diabetes Federation, Massimo Massi Benedetti. "Bisogna concentrarsi sui bambini - spiega - per far sì che le nuove generazioni abbiano stili di vita che in prospettiva evitino lo sviluppo del diabete. Ma non solo. Sono necessarie politiche globali di intervento, non solo in campo sanitario, ma anche nella scuola e nell'urbanistica". Grande attenzione va rivolta anche all'alimentazione. "Il primo passo da fare - spiega Renata Lorini, presidente della Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica - sarebbe quello di mettere 'al bando' le merendine, particolarmente grasse, a vantaggio della frutta". C'è poi un dato curioso, comune denominatore dei bambini obesi: la prima colazione.
"I piccoli in sovrappeso - afferma l'esperta - non fanno mai la prima colazione. Questo è una pessima abitudine, perché li porta ad avvertire una grande appetito e a mangiare in abbondanza a pranzo. Serve, quindi, un'alimentazione suddivisa durante la giornata, senza dimenticare però l'attività fisica e le giuste ore di sonno". Sulla stessa lunghezza d'onda anche il segretario generale dell'European Society for Pediatric Endocrinology, Francesco Chiarelli, secondo cui l'efficacia di un programma di prevenzione primaria dell'obesità infantile non può prescindere da un progetto nazionale. "Partendo dai neonati", precisa l'esperto. "I piccoli che vengono allattati con latte artificiale hanno infatti più rischio di sviluppare obesità, rispetto a quelli nutriti con latte materno", conclude Chiarelli.
Labels: rischio diabete
E non solo per la linea:
oltre a essere un fattore di rischio per alcune malattie cardiovascolari, la pancetta è adesso additata da uno studio italiano come un campanello d'allarme per il diabete. Colpevole è il grasso che si distribuisce nella cavità addominale anziché sotto la cute.
Si deve smettere di parlare semplicemente di obesità perché è sempre più chiaro che esiste un solo tipo di obesità realmente pericolosa, ed è quella viscerale", afferma il patologo Saverio Cinti, dell'università di Ancona, che sulla rivista internazionale Journal of Lipid Research ha pubblicato la scoperta che le cellule del grasso viscerale muoiono prima di quelle del grasso che si trova sotto la cute.
Lo studio evidenzia che nel grasso della fastidiosa "pancetta", tipica soprattutto degli uomini, avvengono processi di infiammazione molto simili a quelli tipici del diabete. Il messaggio dei ricercatori è, quindi, che "va cambiato il sistema per la diagnosi dell'obesità": per avere una stima del rischio di complicanze molto serie, prima fra tutte il diabete, secondo Cinti non basta calcolare l'indice di massa corporea (peso in chilogrammi diviso il quadrato dell'altezza in metri).
"Bisogna tenere sotto controllo l'espansione del grasso viscerale", ha detto. L'allarme deve scattare quando si superano 102 centimetri per gli uomini e oltre 88 centimetri per le donne, indipendentemente dall'altezza.
Colesterolo
Ogni giorno leggiamo tanti articoli, vediamo tante pubblicità e le farmacie ci consigliano dei prodotti che hanno come protagonista questo “nemico” dei nostri giorni, costantemente presente nei problemi legati alla dieta e in generale all’alimentazione.
In realtà occorrerebbe essere un po’ precisi e dichiarare apertamente che questa molecola ha un’importanza vitale per il nostro organismo, ma Il Colesterolo appartiene ad una classe di proteine circolanti (cioè facenti parte del torrente circolatorio essendo veicolate da esso) ed è uno dei fattori determinanti nell’insorgere di malattie cardiovascolari quali l’infarto del miocardio e l’ictus.
Per tale motivo occorre che esso venga monitorato accuratamente attraverso degli esami clinici che vengono effettuati grazie ad un prelievo di sangue.
Tra gli accertamenti clinici, quelli ad esso correlati sono il
Colesterolo TOTALE
Colesterolo LDL (costituito da lipoproteine di bassa intensità)
Colesterolo HDL.(costituito da lipoproteine ad alta intensità)
Quali sono le differenze? Il primo, ovvero il colesterolo totale, come dice la parola stessa effettua un dosaggio della percentuale totale della colesterolemia ed in esso si deve pensare che vi sia la presenza, in percentuali diverse, degli altri due.
Il colesterolo LDL è detto anche, in modo poco formale, colesterolo “cattivo” poiché è quello che tende a depositarsi sulla parete interna delle arterie (avendo una grosso affinità con esse) e forma come delle piccole ostruzioni che, se tendono ad accumularsi, possono provocare le patologie sopraccitate.
Il colesterolo HDL, definito volgarmente come colesterolo “buono” è quello che (per spiegarlo in modo semplice) si occupa di ripulire i vasi dal colesterolo cattivo su di essi depositatosi.
In pratica si occupa della rimozione delle potenziali ostruzioni che si vengono a costituire.
Il colesterolo totale, dì per sé, non ha un grande peso diagnostico poiché oggi si considera più attendibile quello che è denominato “L’indice di Rischio” che altro non è che il rapporto tra il colesterolo totale e il colesterolo HDL. Cosa ci dice questo indice? Ci porta a quantificare la possibilità che insorga una patologia cardiovascolare.
Monitorare le tre tipologie di colesterolo è alquanto utile e consigliabile.
Adottare uno stile di vita equilibrato, con una alimentazione sana correlata da una attività fisica regolare, contribuiscono alla normalizzazione del parametro ed al benessere dell’organismo.
Labels: colesterolo
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