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L'endometrosi: cos'è e come si combatte

La chiamano la malat­tia silenziosa, perché anche se colpisce un numero elevatissimo di donne, 150 milioni nel mon­do dei quali tre in Italia, solo poche sanno di soffrirne. I suoi sintomi sono spesso con­fusi con il normale malessere che accompagna il flusso me­struale.

Le stesse malate, il più delle volte, sottovalutano questi campanelli d’allarme e si imbottiscono di antidolorifici. Ma il dolore ritorna, puntuale, fino a quando diventa insoste­nibile. Inizia così un lungo cal­vario che, secondo i dati forni­ti dalla Comnnità europea, dura in media nove anni. Tan­to ci vuole prima che il male sia individuato e curato. In questo lungo lasso di tempo l’endometriosi si espande agli organi interni.

UNA MALATTIA POCO CONOSCIUTA
L’unico modo per uscire da questo circolo vizioso, spiega il professor Pietro Giulio Signori­le, presidente della Fondazione italiana endometriosi «è diffon­dere la conoscenza della malat­tia. Solo un’adeguata infor­mazione consente alle donne e ai medici di valutare con più attenzione i sintomi, senza li­quidarli come normali dolori mestruali. Quanto prima si dia­gnostica l’endometriosi tanto maggiori sono le possibilità di cura». Se, invece, viene trascu­rata, la malattia può portare serie conseguenze. Quando il male viene diagnosticato negli ultimi stadi si può arrivare an­che all'asportazione di parte dell’intestino o a danni impor­tanti al sistema urinario.

Si tratta, in effetti, di un male poco conosciuto. Sulle cause ancora non c’è accordo tra gli studiosi anche se, ormai, si han­no ben chiare, le sue dinamiche d’azione. Il tessuto che circonda la cavità uterina, l’endome­trio, inizia a svilupparsi an­che in sedi anomale, come le ovaie, le tube di Falloppio, i legamenti che circondano l’ute­io e che ne garantiscono l’anco­raggio all’interno della cavità addominale, il peritoneo, la ve­scica, l’intestino. Sebbene più raramente, l’endometrio può lo­calizzarsi anche in organi ester­ni all’addome, come i polmoni.

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sabato 15 novembre 2008
inserito da Cristiano, 18.31

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