Rene, trapianto da cadavere
Dopo Stati Uniti, Spagna, Belgio, Francia, Olanda e Giappone anche in Italia sarà possibile prelevare reni anche dopo che si è fermato il cuore, aumentando di molto il numero di organi disponibili per il trapianto. La tecnica di espianto, che richiede una complessa ed efficace organizzazione, è stata applicata per la prima volta in Italia al San Matteo di Pavia.L’organo è stato trapiantato a un uomo di 57 anni, in dialisi da oltre tre anni. Nei giorni successivi ne sono stati effettuati già altri due.
Fino a ieri, spiega Paolo Ganci, responsabile del Centro di coordinamento donazioni e trapianti, quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto. venivano prelevate cornee e tessuti, ma nessun organo.
Oggi, grazie a un’organizzazione che vede tutte le componenti ospedaliere allertate, si possono recuperare anche alcuni organi poi attentamente valutati per l’idoneità al trapianto.
Fino a ieri, spiega Paolo Ganci, responsabile del Centro di coordinamento donazioni e trapianti, quando si fermava un cuore, in presenza di volontà di assenso da parte del soggetto. venivano prelevate cornee e tessuti, ma nessun organo.
Oggi, grazie a un’organizzazione che vede tutte le componenti ospedaliere allertate, si possono recuperare anche alcuni organi poi attentamente valutati per l’idoneità al trapianto.
Accertata la morte e verificata la volontà della persona, o la assenza di opposizione dei familiari, si attivanole procedure per ridurre al massimo gli effetti nocivi dell’ischemia sul delicato tessuto renale dovuta alla cessazione della circolazione del sangue al suo interno, Quando il cuore smette di contrarsi, il sangue si ferma all’interno delle arterie. L’ossigeno che contiene viene consumato rapidamente dal tessuto circostante e, mancando il flusso, non ne arriva più altro. La tecnica chirurgica del prelievo e del trapianto è quella consolidata.
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