Linfodrenaggio

Questa tecnica, chiamata anche drenag­gio linfatico manuale, è oggi molto utiliz­zata sia in ambito medico che in ambito estetico.


Fu ideata da un medico danese, Emil Vodder, negli anni Trenta quando notò che i suoi pazienti sofferenti di infe­zioni croniche delle vie respiratorie ave­vano i linfonodi molto ingrossati sul collo: provando a massaggiarli, ottenne risultati stupefacenti.


Vodder intuì che il ristagno della linfa, qualora i linfonodi (anche chiamati gangli linfatici) non fossero in grado di purificarla, poteva essere la causa di diversi malesseri.


Questo massaggio, che mira a riattivare la circolazione della linfa per evitare accumuli di impurità, è praticato sui linfonodi con movimenti a spirale ed è più delicato rispetto alle altre tecniche che non esercitano alcun effetto di drenaggio linfatico, perché i vasi linfatici sono più fini di quelli sanguigni.


Tramite questo tipo di massaggio si possono risolvere problemi di edema o gonfiore (se non causati da insufficienza cardiaca o da malattie renali). Questo accumulo di liquido nei tessuti non è solo un problema estetico, ma ostacola il naturale scambio tra sangue e cellule dei tessuti, provocando la perdita di vitalità di questi ultimi.


Il linfodrenaggio si rive­la molto utile anche in caso di stress ner­voso, perché ha un’azione molto rilassan­te che interessa principalmente il sistema nervoso parasimpatico che ci aiuta a recuperare le forze, più che quello simpa­tico che ci mantiene attivi.


Per raggiun­gere questo scopo, il massaggio deve mantenere un ritmo lento e monotono.
Un’altra azione importante svolta da questo tipo di massaggio è quella analge­sica che, seppur limitata, può essere apprezzabile nel trattamento di ematomi.

Etichette:

domenica 28 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 18.32

0 Commenti:

Aggiungi un commento