Grattarsi è una goduria

Quando grattarsi non è la risposta frequente a un prurito insistente, che dunque può nascondere malattie dermatologiche, come micosi, eczemi, oppure condizioni patologiche di altra natura, una grattatina” e sicuramente gradevole, capace com’è di arrecare un immediato sollievo.


Ebbene, anche questo gesto istintivo, apparentemente così banale e circoscritto all’organo pelle, coinvolge i circuiti cerebrali del piacere. Ricercatori della Wake Forest University Baptist Medical Center (North Carolina, Usa) hanno scoperto che questa stimolazione riduce temporaneamente la funzionalità delle cortecce cingolate anteriore e posteriore, due zone cerebrali connesse alla percezione e al ricordo di sensazioni sgradevoli.


Inoltre, da questo studio pilota, effettuato su 13 soggetti sani (al quale ne seguirà uno più ampio su soggetti sofferenti di prurito intenso e/o cronico), è emerso che il gesto di grattarsi, oltre a disattivare queste specifiche aree del cervello, ne attiva altre, in particolare quelle associate allo stimolo tattile e ai comportamenti compulsivi, da cui originerebbe la tendenza a ripetere il gesto. Oltre a svelare più compiutamente i meccanismi cerebrali del piacere connessi al grattarsi, secondo gli autori uno studio ulteriore aiuterà ad individuare nuovi e più efficaci trattamenti per il prurito cronico, tanto fastidioso quanto spesso causa di lesioni anche importanti della pelle.

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lunedì 8 settembre 2008
Inserito da: Cristiano, 13.56

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