Donne e vino, nuova tendenza
Uno studio Censis Servizi, presentato in occasione della 42’settimana dei Vini all’Enoteca italiana di Siena, indaga sul rapporto vino e donna. Ne emerge che il nuovo consumatore italiano è “rosa”: quasi la metà del fatturato ottenuto dalla vendita del prodotto in Italia è dato proprio dal mercato femminile.Sarebbero 13 milioni le wine-lover con due distinti identikit: se giovani sono colte e bevono poco ma bene, ma con l’avanzare dell’età l’attenzione al prezzo cresce sensibilmente. Non badano molto al rapporto tra vino e territorio d’origine e, di conseguenza, sono “infedeli” e molto curiose di provare anche vini stranieri.
Rispetto ai maschi, segnala il Rapporto Censis, sono più coinvolte emotivamente nelle scelte e più motivate dal desiderio di conoscere (torna la loro curiosità), e sono meno condizionate dall’abitudine.
Le donne nel rapporto con il vino dimostrano più sottili capacità di capire i prodotti e segnalano le nuove “tendenze”.
Il Censis ha rappresemtato in 5 gruppi le diverse “culture” delle amanti del bere italiane.
Ci sono 3 milioni di “consumiste”, orientate dalla tradizione e dal rapporto qualità-prezzo; milioni sono le “eclettiche” indirizzate nella scelta dei vini dai consumi del tempo libero e del Fuori casa; 1 milione di “appassionate”, ricercatrici di esperienze. Poi circa 4 milioni di “emergenti”, donne in carriera influenti in fatto di brend e marchi; infine, i milione di “eminenti” con scelte di vino elitarie puntate al lusso e non certe attente al prezzo.
Secondo Fabio Taiti, di Censis Servizi, «la rivoluzione non è solo nella direzione di meno quantità e più qualità, ma soprattutto verso più articolate competenze, miglior rapporto con l’edonismo, maggiore rappresentazione di sé e soprattutto legami di complice solidarietà all’interno di definite “tribù” comportamentali».
Segnalato anche il particolare rapporto donna-vino-salute: anti-age e positivo aiuto in menopausa.
Secondo Fabio Taiti, di Censis Servizi, «la rivoluzione non è solo nella direzione di meno quantità e più qualità, ma soprattutto verso più articolate competenze, miglior rapporto con l’edonismo, maggiore rappresentazione di sé e soprattutto legami di complice solidarietà all’interno di definite “tribù” comportamentali».
Segnalato anche il particolare rapporto donna-vino-salute: anti-age e positivo aiuto in menopausa.
Etichette: salute_donna

