Se l'unica terapia è cambiare il fegato?

Si è tenuto a Cortina, dal 3 al 5 luglio, il convegno europea della società European Liveranzi IntestineTransplantAssociaftonELITA.

Presidente Patrizia Burra della Gastroenterologia dell’Università di Padova.

Al centro dei lavori il trapianto di fegato in soggetti con tumori epatici e/o eapatite C.

«Ogni anno», spiega Patrizia Barra, «oltre 1000 pazienti in Italia ricevono un trapianto di fegato, ma attualmente le liste d’attesa sono ancora troppo lunghe e le donazoni insufficienti.

E così, fino al 10% delle persone in lista d’attesa muore ogni anno.

Nel 2007 a Padova, sono stati eseguiti 73 trapianti dì fegato, ma in lista cene sono ancora 150. In Italia la lista d’attesa all’inizio del 2007 corrispondeva a circa 1500 persone di cui quasi 500 non hanno avuto la possibilità di un trapianto». Secondo le cifre fornite dalla presidente, malgrado l’italia rappresenti uno tra i Paesi nel mondo in cui vi sono più donatori e conseguentemente si fanno più trapianti d’organo, nel 2007 si è riscontrata una lieve diminuzione del numero dei trapianti d’organo. Le donazioni sono diminuite del 3,3% rispetto al 2006 e risulta in calo anche il numero di trapianti d’organo effettuati.

Uno dei motivi in grado di spiegare questa lieve flessione, è l’aumento delle persone che si oppongono alla donazione degli organi, ossia l’aumento del numero dei cittadini italiani che negano l’assenso al prelievo di organi di un proprio caro. Nel 2006 circa il 27,9% rifiutava di donare gli organi di un propri congiunto, nel 2007 questo valore è aumentato al 30,9%.

«Le donazioni sono diminuite in totale, ma i dati non sono uniformi tra le varie regioni italiane, in quanto alcune regioni, tra cui il Veneto, il tasso di donazionì, è tra i plù elevati del Paese con cifre attorno ai 30 donatori per milione di abitante». Secondo la dottoressa Burro,il problema non sembra essere imputabile alla sensibilità delle persone, quanto all’efficenza dell’organizzazione sanitaria: «Lì dove le rianimazioni funzionano bene e il cittadino lo capisce, ci sono molte donazioni.

Per questo è necessario investire su tutta la rete sanitaria nazionale, l’italia dimostrazione di come l’applicazione di una Legge specifica per i trapianti d’organo, la 91 1999, abbia permesso di migliorare il sistema trapianti.

A capo di questo sistema, il Centro Nazionale Trapianti (CNT), istituito nel 1999, che coordina e monitora tutto ciò che ruota attorno all’universo trapianti, attraverso tre agenzie deputate al controllo ed organizzazione del sistema delle donazioni d’organo, una per il Nord Italia, una per il Sud ed una per il Centro Italia e Piemonte. A loro volta le 3 agenzie inter-regionali controllano i centri trapianto regionali ed i centri trapianti locali».

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mercoledì 27 agosto 2008
Inserito da: Cristiano, 17.15

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