Prezzi alle stelle: la dieta cambia
Più che una diminuzione è un tracollo. Calano drasticamente i consumi di alcuni generi alimentari, colpiti dall'aumento dei prezzi. Ma la cosa più preoccupante è che sei famiglie su dieci modificano la propria dieta, abbandonando quella mediterranea, che protegge da patologie cardiovascolari e obesità. Oggi, però, una dieta ricca di cereali, come pasta, pane, riso, pizza, legumi e tanta frutta verdura costa troppo. E le abitudini degli italiani a tavola cambiano. A cominciare proprio dal consumo di pane e pasta che, nei primi tre mesi dell'anno, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori, è ulteriormente calato del 3,5 e del 1,8 % rispetto allo stesso periodo del 2007. Tendenza opposta invece per i prezzi, cresciuti del 18,6 % per la pasta e del 13,1 per il pane, sempre rispetto al primo trimestre 2007. Ma non va meglio neppure per frutta e verdura, scese come consumi del 2,5 e del 4,2 per cento in un anno. Ma se escono dal paniere degli italiani cereali, frutta e verdura, che cosa entra al loro posto? Perché non va bene neanche per la carne bovina (-3.8%), la suina (-1,1%), o i formaggi (-0,5%). E allora vediamo i prodotti che entrano. Al primo posto le proteine dal prezzo contenuto, come la carne di pollo (con un +3,8% nel 2007), ma anche uova (+4,2), poi yogurt (+4%), latte fresco (+0,5%) e olio extravergine (+1,6%), mentre scende l'olio di semi (-5,6%).
Da un punto di vista nutrizionale la tendenza non è buona. "Cereali, frutta e verdura sono i primi due scalini della piramide alimentare", precisa Elisabetta Bernardi, nutrizionista alla Sapienza di Roma, "e dovrebbero fornire la maggior parte delle energie e dei nutrienti della giornata. E' sbagliato e pericoloso sostituirli con le proteine, anche perché una dieta con troppe proteine favorisce una maggior escrezione di calcio dalle ossa, che dunque si indeboliscono, peggiora le patologie renali e rende cattivo l'alito".
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