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Prevenzione diabete: cibo e sedentarietà nel mirino

IL DIABETE non si ferma.
A fronte dei tre milioni di individui con diabete diagnosticato, oltre un milione ha valori della glicemia sopra i 126 mg/dl ma non è in cura. Sono in aumento le complicanze maggiori del diabete: cecità, amputazioni, infarto, insufficienza renale. Il diabete di tipo 1, insulino-dipendente tipico delle fasce giovanili, glissa tra i quarantenni e i cinquantenni. Al contrario si assiste a un’impennata del diabete di tipo 2, quello dell’età adulta da sempre correlato ad un regime alimentare sbagliato, tra i ragazzini e i giovanissimi.
I dati presentati a Torino durante i lavori del XXII° Congresso nazionale della Società italiana di diabetologia (Sid) preoccupano clinici e ricercatori che prendono atto della difficoltà evidente di gestire la malattia e tenerla sotto controllo.
Un’indagine dell’Università di Catania evidenzia che il 15% dei ragazzi tra gli sei e i 18 anni è in una condizione di pre-diabete. Al sovrappeso si associano iperinsulinemia, ipertensione, trigliceridi oltre i valori normali, ispessimento delle arterie carotidi che portano sangue al cervello. «E come se il sistema circolatorio di questi ragazzi fosse vent’anni più vecchio della loro età», dice Lucia Frittitta coordinatrice dello studio e responsabile U.O. di obesità all’ospedale "Garibaldi" di Catania.
Il diabete resta una malattia difficile da gestire e con cui convivere. «Il fatto che un bambino e un ragazzo su cento soffrano di diabete di tipo 2 fa capire quanto la sedentarietà, l’eccesso calorico e l’obesità minacciano la salute in età giovanile e deve indurre tutti a un serio ripensamento delle abitudini alimentari e dei comportamenti a rischio», dice Paolo Cavallo Perin, presidente della Sid e direttore del Dipartimento di medicina interna dell’Università di Torino.

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mercoledì 13 agosto 2008
inserito da Cristiano, 21.30

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