Isterectomia: quell'operazione evitabile
Ben 70 mila ogni anno, in Italia, le isterectomie (asportazioni dell’utero), in gran parte per risolvere flussi mestruali troppo abbondanti. Il dato non ha riscontri in nessun altro paese dell’Europa occidentale ed è invece un costo, personale e sociale, evitabile in più del 60 per cento dei casi. Anche qui, come per i parti cesarei (record tutto italiano), affiorano dubbi, anche legati a questioni economiche. "Occorrono informazione corretta per le donne e aggiornamento per i medici, a iniziare da quelli di famiglia" incoraggia Giampietro Gubbini, ginecologo bolognese, responsabile del progetto salva-utero MeStop (www.mestop.com). "L’isterectomia dev’essere l’eccezione, decisa a ragion veduta, dopo visita generale e ginecologica accurate, esame del sangue per valutare l’eventuale anemia, ecografia e colloquio, per capire quale sia il vissuto del disagio personale". L’approccio risolutivo, infatti, deve essere per lo più riservato a un trattamento medico, o alla chirurgia conservativa. "Le due fasce d’età più esposte a mestruazioni spossanti, per durata e quantità, sono l’adolescenza (soprattutto nel primo anno mestruale) e il decennio 40-50" spiega Alessandra Graziottin, direttore del centro “San Raffaele-Resnati” di Milano. "In gioco ci sono gli ormoni femminili, in assestamento nelle giovani, in progressiva alterazione nelle adulte. Nelle prime, la pillola contraccettiva (scelta a misura di singola adolescente) riassesta presto la situazione. Nelle seconde, soprattutto se hanno già avuto un figlio, è più adatto un approccio locale, con un dispositivo intrauterino (lus), che rilascia il progestinico levonorgestrel: 20 microgrammi al giorno per cinque anni". Questa dose, che non ha ripercussioni su altri organi, ha anche effetto contraccettivo (reversibile appena si toglie lo lus) e di protezione dell’endometrio. Il costo? Meno di 3,5 euro al mese, ma a carico delle pazienti.Etichette: ginecologia

