Fungo della segale, oggi prezioso in medicina
La Claviceps purpurea è quel fungo parassita che vive sulla segale cereale, soprattutto sui piccoli fiori delle spighe giovani e che a contatto dell’ovario della pianta forma delle ife (filamenti che formano il corpo vegetativo dei funghi) filamentose che penetrano le pareti dell’organo. Il tessuto dell’ovario viene distrutto dal fungo e dà vita ad una struttura, lo sclerozio, a forma di un piccolo corno arcuato e appuntito dal sapore acre e dal cattivo odore, che ingloba il fungo parassita. Questo fungo trasforma il chicco della segale in quella che viene chiamata segale cornuta o grano sprone. Lo sclerozio che ha una forma simile a piccolo sperone o a un piccolo corno (ergot, in francese) ha determinato sia il nome del fungo sia i prefissi che individuano le numerose sostanze alcaloidee in esso contenute. Tra le malattie che colpivano le popolazioni del Medioevo accanto alla peste e alla lebbra vi era il cosiddetto “fuoco di Sant’Antonio” (l’Herpes zooster) che si manifestava con occlusioni a livello vascolare, terribile bruciore agli arti che andavano incontro a gangrena, aborti nelle donne, allucinazioni, disturbi della vista e della mente. Vere e proprie epidemie si susseguirono nel corso dei secoli dovute all’ingestione di segale cereale contaminata dal fungo parassita. Per assistere gli ammalati nacque in Francia la congregazione ospedaliera degli Antonini e la malattia venne detta“fuoco di Sant’Antonio” perché gli ammalati che si recavano in pellegrinaggio nei Santuari dedicati al Santo provano sollievo; e questo è da porsi in relazione al fatto che i pellegrini venivano sfamati con del pane fatto con farina non contaminata dal fungo. Da queste storie tragiche la scienza capì che molte di queste sostanze alcaloidi potevano essere utilizzabili in terapia. Nello sclerozio del grano sprone, sono stati isolati oltre 5o alcaloidi dei quali se ne riconoscono tre gruppi principali, dell’ergotamina, ergotossina, ergometrina. Nell’ergot è anche contenuto l’acido lisergico, da cui il grande chimico Albert Hoftnann, recentemente scomparso, nell’intento di scoprire nuove sostanze farmacologiche utilizzabili in terapia fece derivare, nel 1938, l' LSD. A tutt’oggi l’ergotamina rappresenta un importante farmaco, grazie alla sua capacità di agire come vasocostrittore sulle arterie del cranio, nel trattamento dell’emicrania. L’ergometrina (ergonovina) che stimola la muscolatura uterina viene utilizzata (i farmaci da essa derivati) per arrestare le emorragie uterine, in quelle post-partum, nelle metrorragie, menorragie. Oggi le intossicazioni dovute alla sua ingestione sono del tutto eccezionali mentre sono stati creati campi di segale da infettare artificialmente per ottenere sclerozi da cui estrarre i preziosi alcaloidi.Etichette: Benessere salute

