Epatite B: cure simili a quelle dell'Aids

«Importanti conferme sul fronte delle terapie dell’epatite B dal 43esimo Congresso dell’EASL», afferma Massimo Colombo, gastroenterologo dell’Università di Milano. «Sono stati presentati, infatti, diversi studi che dimostrano l’efficacia e la sicurezza di alcuni farmaci antivirali da utilizzare in terapie a lungo termine. Composti già noti, ma che confermano le loro potenzialità». L’attenzione si è concentrata in particolare su due molecole. Il tenofovir, attualmente indicato in associazione con altri antiretrovirali nel trattamento dell’infezione da Hiv negli adulti, ha dimostrato la sua efficacia nel combattere anche l’HVB in pazienti cronici a cui è stato somministrato per 72 settimane. Il marzo scorso lo studio è stato presentato al Comitato per i medicinali ad uso umano dell’Emea che ha espresso parere favorevole affinché l’utilizzo del farmaco venga esteso anche ai pazienti con epatite B. Novità importanti anche per entecavir, l’antivirale disponibile in Italia da oltre un anno. Uno studio dimostra l'efficacia del farmaco anche dopo 5 anni di terapia: entecavir ha un bassissimo rischio di sviluppare resistenza. Il limite dei farmaci antivirali, infatti, è quello di diventare inefficaci, poiché l’HVB ha una capacità di mutare 10 volte superiore a quella di altri virus simili. Ma per sfuggire a questo farmaco il virus deve avere almeno tre mutazioni successive, evento raro.

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giovedì 21 agosto 2008
Inserito da: Cristiano, 13.40

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