Emicrania e anoressia, stessa origine?

La disfunzione delle medesime aree cerebrali alla base del lega­me tra i disturbi del comportamento alimentare e gli attacchi dì emicrania. E l’affascinante ipotesi, presentata al III Congresso Nazionale ANJ.RCEF. (Associazione Neurologica Italiana per la Ricerca sulle Cefalee) “Le Comorbii­tà e la Farmacoresistenza nelle Cefalee. Attualità e prospettive” che si è tenuto recentemente a Taormina, Due studi dimostrerebbero una comorbilità na­scosta tra le due patologie. Nelle donne anoressiche e bulimiche la percentuale di emicraniche è signifi­cativamente più elevata rispetto allapo­polazione normale; il 75-83,5% delle anoressiche e bulimiche soffre anche di emicrania, contro il 12,5% delle coeta­nee che non hanno problemi con il ci­bo. Inoltre nella maggior parte dei casi (68,1%) i primi sintomi del disturbo ali­mentare coincidono con i primi attacchi di emicrania o addirittura li precedono. Questi dati, emersi a Taormina, sono stati presentati in occasione del X con­gresso dell’Ansisa (Associazione nazio­nale specialisti in scienze dell’alimenta­zione), che si è appena concluso a Vi­cenza. Roberto Ostuzzi, presidente An­sisa, ha infàtti collaborato con Giovanni D’Andrea, presidente Anircef, nella rea­lizzazione della ricerca.
«Il secondo studio invece ha valutato il profilo biochimico, scoprendo simili disordini nelle due categorie. L’ipotesi che l’emicrania possa favorire l’insor­genza dei disturbi alimentari è confor­tata anche dai riscontro in entrambe le patologie di una disfunzione delle stes­se aree cerebrali: ipotalamo, corteccia limbica e amigdala», spiega D’Andrea, «Proprio in queste zone si concentrano infatti particolari recettori denominati “tars” (trace amine receptors), ai quali si legano le cosiddette amine elusive, così chiamate perché erano sempre sfuggite a ogni indagine di laborato­rio. Dosando queste sostanze e le cate­colamine nel plasma e nelle piastrine, abbiamo registrato concentrazioni alte­rate rispetto a chi non soffre delle due patologie». Dallo studio, infatti, emerge che la dopamina è aumentata nelle emicraniche e moltissimo in chi soffre di disturbi alimentari. Parimenti acca­de per la tiramiria, mentre la noradre­nalina diminuisce per entrambe.
«Un discorso diverso invece va fatto per l’octopamina, che si innalza in chi soffre di emicrania, ed ha concentrazio­ni normali nelle anoressiche mentre è bassa nelle buliniiche» analizza l’esper­to, «Questa sostanza, oltre ad essere un neuromodulatore, è anche importante per il metabolismo dei lipidi: quando la sua concentrazione diminuisce, au~ menta la massa grassa del soggetto», chiarisce D’Andrea.
Alla base dell’emicrania quindi vi sa­rebbe un disordine omeostatico delle sinapsi nervose, cioè del giusto equili­brio tra neurotrasmettitori e neuromo­dulatori, che nel soggetto normale per­mettono la corretta trasmissione delle informazioni, «Questa distorsione a li­vello sinaptico è ancor più accentuata nei centri nervosi delle persone che sof­frono di anoressia o bulimia», conclude D’Andrea, «quindi, secondo la nostra ipotesi, i disturbi alimentari dipende­rebbero dall’anomala attivazione di questi circuiti».

Etichette:

venerdì 8 agosto 2008
Inserito da: Cristiano, 12.12

0 Commenti:

Aggiungi un commento