Sembra forfora, ma è dermatite

Dopo le lunghe esposizioni al sole, gli uomini con alopecia androgenetica evidente devono ricordarsi di controllare l’eventuale presenza di nei sospetti anche sul cuoio capelluto, avverte il dermatologo Rinaldi. Per molti, il dopo-estate segna il ritorno di due problemi piuttosto diffusi al maschile, forfora e dermatite seborroica. Là forfora è favorita dalla predisposizione
costituzionale (ormoni androgeni in primo luogo), dai lavaggi troppo frequenti e aggressivi e dal riaffacciarsi dello stress. Per curarla e prevenirla, buona abitudine, soprattutto se si lavano i capelli tutti i giorni, è alternare lo shampoo antifortora ad uno delicato, meglio se in olio, da applicare con lievi massaggi, per non aggredire il film idrolipidico che protegge il cuoio capelluto. Possibilmente, attenzione all’alimentazione e fumo: vanno limitate tutte le sostanze eccitanti, come la caffeina, gli alcolici, i grassi di origine animale, i condimenti eccessivi, dice la dermatologa Marcella Ribuffo.
La dermatite seborroica è favorita dall’importante produzione di sebo, sempre sotto stimolo ormonale, anche del cuoio capelluto. Da non confondere con la semplice forfora, si presenta spesso ai cambi di stagione con chiazze rossastre squamose su cuoio capelluto e attaccatura dei capelli. E’ scatenata da diversi fattori, tra i quali stress, clima umido, cattiva alìmentazione, disordini di stomaco, fegato, intestino, dice la Ribuffo. Le contromisure? In fase iniziale, gli shampoo oleosi, che rimuovono le squame senza irritare il cuoio capelluto. Per le forme di media entità, invece, sono utili lozioni e shampoo a base di sostanze esfolianti, come l’urea, l’acido salicilico, gli alfaidrossiadici ed impacchi a base di alga Silimarina. Quando, invece, il problema è accentuato, su prescrizione del dermatologo si può ricorrere a shampoo medicati a base di cortisolo, derivati antimicotici, oppure a soluzioni galeniche (ricetta del dermatologo) con combinazioni di principi attivi, per esempio ketoconazolo (antimicotico), acido salicilico, cortisone e altro ancora, spiega il dott Rinaldi.

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martedì 15 luglio 2008
Inserito da: Cristiano, 12.09

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