I rischi alla vista dei nati prematuri
Finora si spiegava la possibile cecità dei nati prematuri (intorno al sesto mese) con l'iperossigenazione in incubatrice.In realtà, anticipa a Salute Michael Trese della Oakland University, il maggiore esperto in materia, "è la stesa prematurità a determinare la retinopatia con il proliferare di membrane e vasi nell'occhio.
L'iperossigenazione accelera il processo e nel giro di pochi giorni le membrane contraendosi provocano il distacco irresersibile della retina.
L'evoluzione della patologia cambia a seconda del tempo necessario in incubatrice: "più il soggetto è prematuro, più la proliferazione è attiva e meno distruttibile".
La terapia è chirurgica nelle forme più gravi, con un recupero molto ridotto.
Si comincia a pensare a sostanze antiproliferative. La crioterapia (tecnica introdotta dal Dott Giovanni Battista Betti) può risolvere le forme più ridotte.
A volte invece della retinopatia si sviluppa una forma di miopia congenita molto elevata, fino a 18-20 diottrie, contro la quale è ancora possibile far poco, ma con discerti risultati nella ricerca.
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