Mononucleosi e gravidanza
La mononucleosi, o malattia del bacio , è una malattia infettiva ed è causata dal virus d’Epstein-Barr (della famiglia degli Herpes virus). La patologia implica una grande produzione di un tipo di globuli bianchi, appunto i linfociti mononucleari .Si trasmette principalmente attraverso la saliva e generalmente si contrae durante l’infanzia. L’incubazione va dalle due alle sei settimane ed i sintomi sono: febbre alta, forte stanchezza, mal di testa e ghiandole gonfie, quest’ultime possono causare difficoltà nel deglutire. Si può diagnosticare eseguendo una semplice analisi del sangue. Dalla malattia, generalmente, si guarisce dopo due/quattro settimane anche se alcune volte può persistere un senso di stanchezza per un paio di mesi. Come per l'herpes virus, dopo la prima infezione, permane all'interno dell'organismo per sempre e viene gradualmente eliminato con la saliva. Durante la malattia è necessario il riposo ed è da evitare l’esercizio fisico. Per evitare il contagio è importante: non bere o mangiare nello stesso bicchiere/piatto di una persona malata, lavarsi bene le mani prima di mangiare ed evitare i baci. Non sono noti legami tra il virus di Epstein-Barr e problemi in gravidanza, come aborto o malformazioni fetali.
La mononucleosi può essere anche provocata dal Cytomegalovirus. Questa infezione può presentarsi in forma congenita o post natale a qualunque età; può assumere la forma patologica acuta o decorrere in modo silente senza conseguenze, è proprio questo tipo di infezione che può provocare danni gravi ai feti di donne contagiate durante la gravidanza.
Se si ha intenzione, quindi, di iniziare una gravidanza è importante effettuare il test e la diagnosi prenatale e se il risultato è positivo attendere qualche mese prima di intraprenderla.
Con l’amniocentesi, che si effettua tra la ventunesima e la ventitreesima settimana di gravidanza, viene comunque sempre effettuata la ricerca del Cytomegalovirus.
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